Cesare Prandelli torna a Firenze dopo 10 anni dall’ultima partita sulla panchina dei viola, una storia d’amore che è destinata a proseguire anche a distanza di tempo

Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano, cosi cantava Antonello Venditti in una delle sue più celebri canzoni, forse una di quelle canzoni che si appiccicano bene addosso a Cesare Prandelli ed alla Fiorentina. Una storia d’amore nata nel 2005 e terminata, in parte, il 3 Giugno 2010, data dell’addio sulla panchina viola, l’ultima partita era la partita era contro il Bari era la 38° giornata, la partita di chiusura di un campionato per i viola di metà classifica, e la Fiorentina scendeva in campo con il 4-3-2-1, la partita finirà 2-0 per il Bari con la Fiorentina che chiuderà in 10 uomini per l’espulsione di Gamberini.

Da li poi l’addio, pardon, l’arrivederci a Firenze per poi accettare la panchina dell’Italia, con la nazionale una finale europea persa contro la Spagna per 4-0 con il solito 4-3-1-2, una Confederations Cup terminata al terzo posto e dun tragico mondiale brasiliano concluso malauguratamente ai gironi.

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Da li in poi poco altro da segnalare, tra esperienze all’estero ed una non memorabile carica al Genoa, sembrava tutto finito poi l’incontro con Rocco Commiso, ad un funerale celebrato in Palazzo Vecchio a Firenze, più di una chiacchiera per conoscersi, più di un pensiero nella testa del patron italo-americano, l’illuminazione e ed un occasione poche settimane dopo.

Prandelli, fiorentino d’adozione che non ha mai nascosto il suo amore per la maglia viola dopo il bel percorso condiviso nel corso dell’era Della Valle, ed oggi può tornare a respirare aria di casa, e Firenze intanto ha riabbracciato volentieri l’allenatore il cui nome, nell’ultimo ventennio ha fatto rima con Champions League. Ha fatto rima anche con grandi prestazioni, la scarpa d’oro di Toni e gli inchini di Mutu. I riccioli di Jovetic e le battute di Jorgensen, senza dimenticarsi del violino di Gilardino e del Loco Vargas. Ora ripartirà un’altra storia di un amore che non si è mai interrotto, con altri interpreti certo, ma la solita passione del passato.

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