Barella
Barella

Quando i polmoni sposano la qualità può nascere una stella. Il medianaccio brutto e cattivo che si trasforma nella mezz’ala moderna, ecco Nicolò Barella

68 kg per 172 cm… non proprio una montagna, anzi.
Eppure, spesso e volentieri Barella letteralmente giganteggia nel centrocampo di Conte.

A Cagliari, prima, ed all’ombra della Madonnina poi, Nicolò ha alimentato, a suon di prestazioni, aspettative sempre maggiori e fino ad oggi, sempre mantenute.

E così, io, ad ogni partita esclamo: “Quanto è forte Nicolò Barella!”

È un sabato sera in tempi di Covid. Di quelli che noi calciofili ormai approcciamo con un semplice auspicio nel cuore: “Speriamo almeno che stasera non ci tocchi un UDINESE-SPEZIA qualsiasi”.
Accendo la tv, c’è l’Inter.
Non male, la serata è apparecchiata!

Ed ecco che ogni volta che mi ritrovo a vedere la compagine nerazzurra, io che interista non sono, mi invaghisco; Non del talento di Eriksen (che purtroppo latita da troppo tempo), non di Lautaro e non delle progressioni e delle sportellate di Lukaku (beh, forse di quelle un po’ sì), ma di Nicolò Barella.
Faccia pulita, di quelle ancora non “viziate” dal divismo del calcio al tempo dei social media.
Gamba, rapidità, temperamento, forza e personalità. What else?

Nicolò Barella non è solo un mastino

Lotta su ogni singolo pallone, il centrocampista sardo. Rincorre gli avversari, morde caviglie e, spesso e volentieri, detta i tempi delle uscite in pressione del centrocampo di Conte.
Eppure il classe 97′ ex Cagliari non é solo un mastino “tutta corsa e quantità”. Nient’affatto.
Barella é parecchio di più!
E per rendercene conto basta solo continuare a guardarlo.
Ogni pallone che passa per i suoi piedi, dal più pulito al più velenoso, viene “trattato” con la tranquillità, la semplicità e la rapidità di chi, a quella sfera di cuoio. ha sempre dato del TU.
Sventagliate di 30 metri sui piedi dell’esterno opposto, imbucate da fantasista navigato, nessun timore di andare in verticale, buone capacità di palleggio nello stretto e giocata quasi sempre pulita e lucida, nonostante gli oltre 11 km, in media, percorsi a partita.

Aaah se solo facesse qualche gol in più e prendesse qualche cartellino in meno…


“Il ragazzo si farà”, anzi, si sta già facendo.

Perché “Barellino” (così lo chiamavano a Cagliari negli anni della Primavera), a soli 23 anni, è probabilmente il centrocampista più completo del nostro campionato ed è nel pieno della sua esplosione tecnico-tattica.
Prototipo in miniatura della mezz’ala moderna, adatto sia al calcio tutto ritmo ed intensità di Conte che al 4-3-3 di questa “nuova” Inter all’insegna della qualità e del possesso.

Un po’ regista, un po’ incursore… un po’ fantasista, un po’ picchiatore. Ed i suoi grandi margini di miglioramento (le qualità per diventare più incisivo in zona gol, magari affinando i tempi tempi di inserimento, di certo non mancano) lo rendono, in prospettiva, uno dei migliori centrocampisti del panorama europeo.

Un diamante grezzo da affinare

Barella è un diamante grezzo che si sta affinando con notevole, seppur prevedibile, velocità.
Forza mentale e maturità, gli scudi di una crescita esponenziale in un ambiente che non sempre risulta confortevole.
Perché, diciamocelo francamente, è anche un po’ paradossale come alle porte della Pinetina non si faccia altro che parlare di Eriksen, del suo minutaggio e del suo scarso rendimento (con tutto il rispetto che è dovuto al campione danese), trascurando la probabile, definitiva, esplosione di uno dei centrocampisti più talentuosi del nostro calcio, presente e futuro dell’Inter e della Nazionale!

Ma, probabilmente, spesso, paga più sollevare polveroni su fantomatici casi piuttosto che discutere concretamente di pallone.

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