Maradona, un Dio umano che unisce sacro e profano. dall’Argentina alla Spagna per poi finire a Napoli. L’avventura di un uomo cosi geniale quanto complicato

Il 30 ottobre del 1960 a Buenos Aires o meglio ad essere ancora più precisi a Villa Fiorito ,una vera e propria favela, nella parte più povera della capitale Argentina, qui non ci sono strade asfaltate, molta gente non ha acqua potabile in casa e vengo e meno le fognature, nasce colui che sarà destinato a scrivere la storia.

Diego è il quinto figlio dopo quattro femmine, il primo maschio tanto voluto da papà Diego ed in poco tempo il preferito di mamma , in sette tutti insieme nella stessa catapecchia il calcio sin da piccolo è più di una passione, il piccolo Diego si allena ogni giorno senza sosta e stupisce in un battibaleno già all’età di 11 anni, tanto da entrare nelle grazie degli osservatori dell’ Argentinos Juniors di Buenos Aires entra a far parte delle Cebollitas, una sorta di settore giovanile del club argentino che per primo ha creduto in lui ha 15 anni. Diego Armando Maradona mantiene tutta la sua famiglia già proprio perché è un calciatore professionista, e c’è di più è un vero e proprio talento in Sudamerica fa già parlare di sé. Il presidente dell’ Argentinos, regala al giovane un appartamento vicino allo stadio ed è proprio da quel momento che Diego si carica sulle spalle mamma papà e le sue sorelle facendo cambiare completamente vita alla sua famiglia. dalle favelas alla moderna Buenos Aires grazie a lui Grazie al suo talento, Maradona stesso racconta così :

Giocavo a calcio con il pensiero di non tornare mai a Villa Fiorito e di comprare la casa ai miei genitori

Diego Armando Maradona

E’ il più giovane di sempre ad esordire nella prima divisione Argentina non è nemmeno sedicenne quando incanta le platee e calca i migliori palcoscenici del Sudamerica. Nel 1978 è già capocannoniere del campionato argentino con 22 reti un sogno velocissimo rapida affermazione e qualità incredibili, in Argentina Diego cresce e capisce che può dare molto a chiunque creda o scommette su di lui nel 79 il soprannome “El Pibe de oro” è più che azzeccato già proprio perché in entrambi gli anni viene premiato come Pallone d’Oro sudamericano. Ma come spesso accade i talenti prima o poi se si confermano tali devono spiccare il volo e il giovane Diego non ci pensa due volte, specie quando a chiedere di lui è il glorioso Boca Juniors, un team preceduto dalla sua storia il cui nome in Argentina e suona come il più grande club del paese complice l’amore del padre per quei colori che l’offerta più che soddisfacente grazie a due milioni di dollari il Boca si aggiudica le prestazioni di questo genio del calcio la grandezza di Maradona nonostante la giovane età convince il presidente degli Xeneizes a cedere ben 5 giocatori del suo Team all’Argentinos pur di avere in squadra nella sua squadra il campione di Villa fiorito, il trattamento come avrete potuto ben capire è da star organizzata anche un’amichevole in suo onore, proprio tra i due team, in patria è già chiamato come un po’ di classe la fiducia però è più che ripagata, Diego va a segno due volte all’esordio contro il Talleres nonostante l’infortunio che lo tiene lontano dal campo per quattro giornate, torna e sigla ben 28 reti in 40 partite, il Boca Juniors al primo anno di Maradona è già campione un talento mai visto prima, un calciatore diverso da chiunque altro, il club però non naviga in acque buonissime e attraverso un periodo molto complicato, tanto da doversi privare del suo 10, Diego dopo i primi 6 mesi ha dichiarato che per lui l’importante è solo il bene del Boca dicendo la famosa frase:

” penso più alla Gloria che ai soldi voglio continuare a giocare per il boca perché so che qui hanno bisogno di me”

Diego Armando Maradona

Caro Diego è più che vero quel team avevo un assoluto bisogno di lui ma non l’hanno permesso e allora per la prima volta è giunto il momento di lasciare il continente per volare in Spagna alla corte del Barcellona che per 12 miliardi di lire compra, e fa conoscere a tutta Europa, il vero talento argentino, o meglio, questo è quello che cantava ti si aspettano da un’operazione così cara e dal contratto che passa alla storia come il più costoso al mondo fino a quel momento, in realtà però, in Spagna le cose non vanno affatto bene, in campo Diego gioca poco complice due infortuni pesanti: il più celebre causato dal difensore dell’Athletic Bilbao, dove un difensore Andoni Goikoetxea, detto anche i”l macellaio di Bilbao“, con un entrata bruttissima ha il pibe de oro ad un intervento alla caviglia, facendo preoccupare non poco il Barcellona e proprio senza Maradona al bassa alza al cielo la Supercoppa spagnola l’unico che i catalani solleveranno con Maradona contro l’athletic. Ma il filo conduttore che lega i Baschi a Diego deve ancora dare il peggio di sé proprio perché a maggio dell’84 nella finalissima di Coppa del Rey i blaugrana perdono 1-0 a fine partita invece della solita premiazione scoppia una rissa davvero spaventosa con Maradona protagonista assoluto. Infatti proprio il 10 dei Catalani dopo il fischio finale si avventa sull’acerrimo rivale Goikoetxea cercando in tutti i modi di aggredirlo: da lì in poi è caos totale con i componenti delle due panchine impegnati in una vera e propria scazzottata da film western: una scena bruttissima.

E se a questa figuraccia ci aggiungiamo le notti brave di Maradona, ammonito più volte dal presidente del Barcellona Nunez creiamo un quadro perfetto di cosa Diego ha dimostrato in Spagna: davvero poco di positivo, una marea di polemiche. Ma lui che pensa di tutto questo? Come potrebbe aver capito il carattere non gli manca e la risposta al presidente non si fa attendere: “Questo non mi interessa – dice Maradona – dicano quello che vogliono ma io continuerò ad uscire” ,le polemiche coprono gli sprazzi troppo pochi di ottime prestazioni in campo e alla mente di tutti ritornano le parole di Pelè parole difficili da interpretare che l’asso brasiliano ha rivolto qualche mese prima a Maradona: “Diego un gran giocatore che possiede tutte le qualità in campo ma non è ancora pronto dal punto di vista psicologico“, già forse è proprio così che stanno le cose ma la cattiva nomea e i pochi numeri in campo portano il Barcellona a trovarsi costretto a disfarsi del costosissimo argentino a farsi avanti è così il Napoli una squadra che nel campionato italiano lotta per non retrocedere. Ma la cosa più grave è che sta affrontando da vere e propria crisi economica il presidente partenopeo ferlaino l’operazione va a buon fine, Diego Armando Maradona in maniera del tutto inaspettata è così un nuovo giocatore del Napoli, un trasferimento imprevedibile una follia per molti, un sogno per i napoletani, la verità però la spiega Maradona stesso, in un’intervista rilasciata qualche anno dopo: “A Barcellona fu un disastro, nessun campionato finito su due ed ero senza soldi io non conoscevo Napoli, non conoscevo l’Italia, ma non c’era nessun’altra squadra interessato ad acquistarmi” E proprio nell’aereo che porta il calciatore dalla Spagna all’Italia arrivano le sue prime dichiarazioni e alla domanda “Cosa ti aspetti da Napoli e dei suoi tifosi?” – Diego è molto chiaro:

“Dalla città mi aspetto tranquillità e rispetto quello che non ho ricevuto Barcellona”

Diego Armando Maradona

Insomma il feedback sembra già positivo, Napoli inizia a sgonare e l’ambiente è veramente caldissimo basti pensare che il 5 luglio del 1984 alla presentazione ufficiale al San Paolo di Maradona ci sono più di 60000 persone, la società organizza in uno stadio gremito, prima una conferenza, e poi una vera e propria presentazione in grande stile, ad essere sinceri però la conferenza, Ovvero la primissima parte, non comincia come da copione visto che la prima domanda scalda immediatamente gli animi “Maradona sa che cos’è la Camorra e sacra i soldi della camorra sono ovunque anche nel calcio anche in questa operazione?” la risposta però non esce dalla bocca di Diego bensì da quella di Ferlaino, che infastidito o meglio indiavolato caccia immediatamente il giornalista, il resto, però, è un vero spettacolo tra bandiere striscioni e tamburi il nuovo eroe viene osannato già si parla di fenomeno: già si scrive Grazie Diego.

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