Il calvario di D’Angelo Harrison a Treviso: tra delusioni e rapporti tesi con i tifosi

Il calvario di D’Angelo Harrison a Treviso: tra delusioni e rapporti tesi con i tifosi
D'Angelo Harrison (Instagram)

Sulle pagine del campionato cestistico italiano, la cronaca sportiva si arricchisce di un capitolo che tiene con il fiato sospeso gli appassionati del basket: il caso di D’Angelo Harrison, guardia statunitense della Nutribullet Treviso, il cui rendimento è diventato un enigma avvolto nel mistero dello sport.

L’atleta, un tempo faro luminoso nell’orbita della Happy Casa Brindisi, sembra aver perso la bussola in questa stagione, navigando in acque turbolente. La delusione cresce tra i tifosi, che si aspettavano di vedere il giocatore ripetere le gesta eroiche degli anni scorsi, quando il suo nome era sinonimo di affidabilità e prestazioni di alto livello.

Ma il vento sembra aver girato per Harrison, che nella recente battaglia sportiva contro Brescia ha offerto un contributo che definire esiguo è un eufemismo. Il pubblico assiste incredulo a un Harrison irriconoscibile, che in un misero arco di 11 minuti trascorsi sul parquet si è lanciato in un assalto al canestro con la speranza di un gladiatore, ma l’accuratezza di un arciere alle prime armi. I numeri parlano chiaro e sono impietosi: 6 punti arrancati con un tiro dal campo che grida vendetta: 2 su 10, con una precisione da due e da tre punti che non arriva nemmeno a graffiare la media del 20%.

Le voci che serpeggiano nell’ambiente raccontano di un Harrison che ormai sembra un fantasma del gladiatore che un tempo guidava la sua squadra con la sicurezza di un capitano al timone.

Per D’Angelo Harrison è arrivato il momento della verità

La sua valutazione, che affonda a -3, è l’eco di una performance che ha deluso non solo gli addetti ai lavori, ma anche la curva più accanita.

Le domande si susseguono, fitte come i passaggi in una partita all’ultimo secondo: sarà giunta la fine dell’avventura trevigiana per Harrison? È tempo di salpare verso nuovi orizzonti o riuscirà a ritrovare la magia perduta?

Il rapporto tra il giocatore e il tifo trevigiano non è mai sbocciato in una romantica storia d’amore. Già dall’alba della stagione, i sostenitori hanno guardato con una certa diffidenza alle evoluzioni dell’americano, sperando in un risveglio che tarda ad arrivare.

Il futuro di Harrison appare ora incerto, sospeso come un tiro da tre punti in bilico sul ferro del canestro, e la sua permanenza nella squadra veneta è messa in discussione. La panchina trevigiana, così come gli spalti, attende con apprensione la prossima mossa del suo numero 12, nella speranza che possa riaccendere la scintilla di un tempo, quella che ha fatto innamorare i fan del basket e che ora sembra un lontano ricordo.

Non resta che aspettare il prossimo match, per scoprire se D’Angelo Harrison riuscirà a risorgere dalle ceneri delle sue recenti prestazioni, oppure se il sipario sta per chiudersi sulla sua esperienza con la Nutribullet Treviso. Il basket è questo: passione, emozione e imprevedibilità. E in questo racconto sportivo, l’ultimo capitolo è ancora tutto da scrivere.