Da Roma al Real fino al mancato trasferimento al PSG: Rudiger si racconta

Da Roma al Real fino al mancato trasferimento al PSG: Rudiger si racconta
Rudiger (Instagram)

Antonio Rudiger, il difensore centrale del Real Madrid, ha recentemente rilasciato un’intervista appassionante a Goal Germania, in cui ha ripercorso la sua carriera con aneddoti e riflessioni che meritano di essere condivisi.

Il calciatore si è aperto sul suo rapporto emotivo con il Real Madrid, ricordando con nostalgia la memorabile finale di Champions League del 2002, quando Zidane incantò il mondo con un gol che ha fatto la storia. Quell’immagine è rimasta impressa nella mente di Rudiger, alimentando la sua passione per il calcio e per il club madrileno.

Rudiger ha poi parlato dei suoi idoli sportivi, sottolineando l’influenza che George Weah ha avuto sulla sua vita. Il Pallone d’Oro vinto dall’ex attaccante liberiano ha rappresentato una fonte d’ispirazione significativa per lui, così come Ronaldo, il ‘Fenomeno’ brasiliano. Nonostante la battuta in finale contro la Germania nel 2002, Rudiger ha sempre considerato Ronaldo un modello da seguire, ammirando anche il suo stile unico, al punto da emularne l’acconciatura.

Il difensore ha parlato anche dei momenti difficili, ammettendo che crescere in un ambiente complicato lo ha esposto a diversi pericoli e tentazioni. Tuttavia, il calcio si è rivelato per lui una via di fuga, uno strumento di riscatto che lo ha portato lontano dai guai e verso la realizzazione dei suoi sogni.

Rudiger ha concesso una intervista a cuore aperto

Passando a discutere dei suoi allenatori, Rudiger non ha esitato a elogiare Thomas Tuchel, con cui ha trovato una sintonia particolare, sia per la sua onestà che per la sua comprensione tattica. Ha poi condiviso la sua ammirazione per la scuola italiana di allenamento, menzionando la calma di Carlo Ancelotti, la disciplina di Antonio Conte e la grandezza di Luciano Spalletti, quest’ultimo capace di realizzare un lavoro eccezionale al Napoli.

La situazione tra Totti e Spalletti ai tempi della Roma è stata un altro aspetto toccato da Rudiger, che ha descritto i due come “due animali alfa” che, nonostante le tensioni, si rispettavano a vicenda.

Rudiger ha poi riflettuto sulla sua esperienza al Chelsea, riconoscendo come il calcio possa essere imprevedibile e talvolta ingiusto. Nonostante non abbia ancora chiaro il motivo della sua esclusione sotto la guida di Lampard, il calciatore ha accolto quella sfida come un’opportunità per dare la risposta migliore sul campo.

Concludendo l’intervista, ha espresso il suo desiderio iniziale di unirsi al Paris Saint-Germain per lavorare nuovamente con Tuchel. Anche se il trasferimento non si è concretizzato, il destino ha voluto che i due si ritrovassero al Chelsea, dove insieme hanno raggiunto l’apice del successo vincendo la Champions League, un risultato che Rudiger considera emblematico del percorso spesso inatteso che il calcio può riservare.